Storie così.

L’altro giorno stavo scrivendo una storia. O forse si trattava del momento esatto, prima di scriverla. La stavo ancora pensando. Ma già volevo bene alla protagonista..
“… la Ragazza che ha dormito solo tre ore. Una ragazza semplice, romantica e non bella ma *quasi, di quelle che intitolerebbero la propria vita sentimentale in modo eclatante e un poco drammatico, del tipo “Sull’amore anacronistico…e altre storie”. Ha un trascorso intuibile ma non scontato. E il suo futuro è prevedibile, ma non noioso. Possiamo affezionarci alle sue ipotetiche sofferenze perchè possibilmente vere. E condividere le sue paure perchè sarebbe come frugare in qualche nostro cassetto, di quelli che contengono le cose che sappiamo e che per questo teniamo sempre chiuso (salvo poi riaprirlo, ogni anno, in Primavera).
Questa ragazza ha dormito solo tre ore perchè ha perso l’amore la sera prima. E non solo, l’ha perso due volte. E’ successo infatti che ha sognato un altro amore, forse ancora più bello di quello vero perchè aveva uno sviluppo più racchiuso: si trattava come di un contenitore di innamoramento e di felicità e pioggia e qualcosa d’altro. Cose così fanno impallidire gli amori reali, e capiamo bene il perchè. E nel sonno la ragazza che ha dormito tre ore, un pò come tutti, aveva provato a mettere ordine in merito alle ultime vicende, ma quando si dorme poco non se ne ha proprio il tempo. Ed è per questo che la ragazza con poco sonno alle spalle ha le braccia conserte, che come sappiamo significano chiusura, ed è particolarmente maldisposta quando sale sul tram che la porterà dove deve più o meno andare, anche se quel giorno là, proprio, non ha importanza.

Queste sottili barriere la rendono distratta in merito al ragazzo che non ha bevuto il caffè, che è salito con un balzo alla fermata del mercato al quale non ha comprato niente e che, anzi, con le sue eccessive sfumature e rumori e contatto di persone non ha fatto altro che ampliare l’incredibile mal di testa dovuto senz’altro all’assenza, quella mattina, proprio di caffè. Non l’ha bevuto, sta provando a smettere da qualche giorno ma il suo corpo lo punisce, come a ricordargli che ha delle priorità, e ben precise. Potrebbe dunque accorgersi della ragazza che ha dormito solo tre ore, ma non lo fa. Anche lui ha la fronte bassa, la fronte di chi non dice e borbotta tra sè. Ma, d’altra parte, sono più belle le cose vissute o quelle non vissute? Mi sembra un pò l’interrogativo confuso e pieno di speranze della storia dell’universo. L’occhiata bassa e spazientita con cui osserva -tagliando- le persone che salgono e si spostano e ammassano sul tram rivela una capacità d’interessarsi che va ben oltre l’umore. La piega sulla maglia però, tra il collo e la spalla, racchiude l’infinita energia inespressa, essendo il suo impiego fisicointellettuale ridotto al minimo. E’ proprio questa piega a costituire, nel nostro ragazzo che non ha bevuto il caffè, la sua causa prima di infelicità. Ha delle note di chitarra tra i denti, le sussurra appena nel retro della bocca, e quando suona, non respira.
La ragazza che ha dormito tre ore e che ha perso l’amore lo ritrova al termine della corsa. Lui, il ragazzo del caffè, la guarda all’improvviso, col suo sguardo traverso, leggendo l’assenza di riposo nei suoi occhi, considerandone l’angoscia e mettendo da parte il mal di testa che pure resta in agguato, scavalcando anche il sentirsi introverso e slegando le braccia conserte (il che, come si sa secondo le leggi della psicologia e del linguaggio del corpo base, è sintomo d’apertura); e lei nota il suo sguardo fingendo che quel giorno lì non sia proprio quel giorno, e che la sofferenza passata sia davvero lontanissima e il suo cuore puro e pieno d’energie e senza macchie. Lui le regala con quell’occhiata trasversale su e giù per il tram la sua voglia di baciarla. Lei lo nota e questo significa che: le sta regalando un brivido verso un angolo indefinito della schiena, e guardando a qualche ora in là le sta regalando qualche ora di sonno senza sogni; e, più in generale, le sta porgendo tra le mani -in un autentico scambio di doni tra alterità che non si conoscono e forse mai si incontreranno- un ricordo bello che rappresenti bene, con calore, cosa significhi avere vent’anni.

La ragazza che ha dormito tre ore ha perso l’amore e l’ha ritrovato sul tram, pur sapendo tuttavia, che il sonno perso non verrà mai più recuperato. ”

Ecco, scrivevo e pensavo a questa stupida storia, ma poi sono successe un sacco di cose, terribili, e non capisco mai il perchè sono costretta sempre a legarmi alle cose inanimate, non vere, perchè quelle *vere non riesco a tenerle strette anche quando mi ci impegno con tutte le mie forze. Questa piccola cosa, questo piccolo *amore, peggio di così non poteva andare. Mi spiace per tutto.

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