Siesta

Oggi ho fatto la spesa. E mi sentivo come il protagonista di “Mamma ho perso l’aereo” che, in previsione dei diversi pasti fuori controllo dei giorni futuri, va al supermercato e fa scorta di cose zozze, a caso. Ed ecco cosa ho comprato alla fine, per i miei pranzi/merende/cene/spuntini notturni fuoriorario et solitari dei prossimi giorni: carta igienica, yogurt bianco, birra e biscotti ai cereali (trova l’intruso!). Sopravviverò, lo giuro.

Allego poesia, meravigliosa. La conosco da 10 anni e rileggendola -incredibile- i pensieri sono sempre gli stessi.

“In un soffio di forma
il tuo viso risplende,
l’anima tua m’approda
in un bagliore estremo:
in te suona l’armonia
di chicci d’uva al grappolo
di chicci di grano alla spiga,
in te dolcezza di miele
in vasto riposo cellulare
e nei tuoi occhi ho visto
riflessi di bianche magnolie
e nei tuoi occhi ho visto
madonne d’icone a Bisanzio.
So che non mi ami come voglio io
so che non ti amo come vuoi tu
due amori sono come le parallele
non si incontrano che all’infinito”
(Romano Leoni)

Disegno da me fatto per ricordarmi come mi sento quando mi stendo, non penso a niente e sono pellicola felice e sottile tra cielo e acqua.

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