Sogni lucidi

Ho nostalgia del mare; lo capisco da come respiro. La giornata di oggi sembra essere di quelle che scorrono per poi capitolare lasciandoti privo di forze; mi preparo a trascorrere la serata giacente e stremata, distesa sulle coperte fuori stagione, dormendo o forse guardando qualcosa nella più completa passività.
Le letture di questi giorni mi lasciano milioni di domande per la testa. Molte di queste domande sono, per così dire, un pò piene di complessi. Le sento che bisbigliano tra loro, dicono :” ho paura d’esser sciocca”; dicono :”ho paura di sembrare inesperta”; dicono: “e poi ti lamenti se ti chiamano signorinanò!”  Fanno un sacco di casino ma probabilmente è meglio ignorarle, infilarle in una scatola con fiocchetto (come si fa coi pensieri fissi indesiderati), studiando ogni gesto con la grazia dell’impegno, e chiedersi apertamente il perchè di questa ossessione per i sogni vigili. Un’ossessione dovuta, tra parentesi, ad una non comprensione completa delle loro modalità e del loro significato.

Caro Jodorowsky, buon vecchio fricchettone che nei sogni lucidi voli verso la trascendenza, attraversi portali, dialoghi con divinità, cerchi la tua essenza; io sono una persona più mite e con meno ambizioni celesti, nel caso medesimo prenderei un panino per capire se nel sonno sia possibile sentirne il sapore, o al massimo cercherei di parlare con mio nonno paterno(trovo intrigante l’opportunità di parlare lucidamente con persone morte o lontane)…ma mi chiedo: non sarà un pò troppo stressante tutta questa *presenza, quest’invasione cosciente del sogno? Non so, ho sempre visto la dimensione onirica come una roba protetta, qualcosa che va al di là di me, che a suo modo può insegnarmi o suggerirmi qualcosa, senza questo bisogno di scavare, esplorare. Il fatto è che non capisco cosa tu vada cercando. Probabilmente si tratta di una questione di *esperienza, ma a tratti parli anche del superamento delle tue paure, e allora mi stupisco di come tu creda di conoscerle tutte; e  di come tu creda di volerle superare, tutte. Mi sento un pò preoccupata, in imbarazzo e dispiaciuta per tutte quelle ansie abbandonate, lasciate per strada, in virtù di questi sogni meravigliosi e sereni.  Il fatto è che spesso sono proprio i miei sogni a dirmi che qualcosa non va; a suggerirmi che mi manca qualcosa,  che sono turbata, o che ho dimenticato una cosa molto importante. L’ipotesi di pilotare delle esperienze non so se mi convince, anche se una parte di me, quella piena di dubbi e domande sciocche e complessate, ne è sicuramente attratta.

2 risposte a “Sogni lucidi

  1. Qualcuno aveva detto che il gradino più alto di consapevolezza sarebbe quello di realizzare di essere il personaggio di un sogno di qualcun’altro.
    Questa ricerca di qualcosa di indefinito (perchè in molti ci hanno provato a dargli un nome, come “senso”) che va al di là della realtà e approda nei sogni. forse il poter controllarli ci da l’illusione di avere un controllo anche sulle nostre vite. E perchè controllare la nostra vita? possiamo chiederci… forse per la paura che tutto ci sfugga di mano, di essere travolti dagli eventi, che quel piccolo qualcosa che manca e ci inquieta diventi una grossa nuvola oscura.
    Tempo fa mi sembravano così incomprensibili quelle persone che si perdevano dietro la ricerca del sè, del senso, di una risposta. mi sembrava una domanda così priva di risposta da vanificarne il tentativo di risoluzione, ed ero semplicemente attratto da cose piccole e presenti.
    Gli anni passano e tutto muta, continuamente. come pure le domande che mi pongo oggi, che non sono le stesse di un anno fa, e ancora non so se sono quelle giuste.
    Tutto nasce dalla crisi? Forse Jodorowsky non ha voluto parlare di quel momento. Quell’istante in cui ha preso vita la sua trasformazione da piccolo e impacciato a Fricchettone dalla risposta nel taschino.
    Forse quel momento è stato qualcosa di buio e profondo che l’ha spinto a cercare risposte e controllo anche nei sogni.
    ma forse controllandoli ed essendone coscenti, i sogni perderebbero la loro magia, come un mago che vedendo svelato il suo trucco non ci suscita più alcun fascino.
    Mi ricordo il mio cagnolino qualche anno fa, mentre dormiva agitava le zampette ed ogni tanto abbaiava rincorrendo chissà quale gatto onirico.
    cosa ne avrebbe pensato lui dei sogni lucidi?

    • Non so da dove mi nasce questo spunto, però forse il cagnetto sogna quello che è, nella quotidianità. Poichè è già così vicino ai suoi bisogni primi. Forse il sogno è la distanza da quello che siamo.

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