qualcosa di “Mamma Triceratopo”

Ecco un piccolo montaggino con qualche scena del mio film di diploma…avevo alcune scansioni delle animazioni a matita e mi sembrava una cosa carina.

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Spirali minime

fade to

Certe idee si avvolgono su loro stesse, dopo un susseguirsi di archi
-ampi portali di niente che non sia luce-
con cristalli di mosaico oro incrostati nel nero mantello e un convergere di ombre in cima, presenti nella misura dei propri toni sommessi, e percezione del sacro che procede secondo scale inverse
(per scendere e salire insieme)

e il centro del pensiero è un punto
(se ti avvicinassi troppo, ne avresti paura)
e il *punto, è una bambina dai capelli scuri
gli occhi grandi come porte di filo di vetro sull’infinito
con le mani serrate sulle orecchie,
che dice:

“Non so se ce la faccio,
ad aspettare di vedere tutti i miei sogni realizzarsi oppure morire”.

UN PIANO PER IL FUTURO

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Qui le tavole, scritte pensate da Giorgio Puleo (altrimenti detto Carzai; se tuttavia preferite chiamarlo con altri nomi più appariscenti e apparentemente più facili da ricordare fate pure, sappiate solo che sarà difficile ) e disegnate da me. Realizzate per il concorso avente come tema “il numero 10”, non selezionate tuttavia -sniff-, desideravo comunque almeno *mostrarle con una certa feliciuità: ne sono piuttosto orgogliosa per fattori incrociati di storia\tempo\bellezza nell’arrampicarsi sulle tavole. Dunque, enjoy.

Ancora più indietro, nel tempo.

2011-11

Chissà cosa mi passa per la testa (calda). Facciamo sia un profilo di pianista.

* sebbene io abba chiuso il mio cuore come un pugno *

,disegno centri di spasmo, circondandoli col rosso
E venature di foglie su schiene sottili,
calcolando con attenzione il punto d’accumulazione.

Scrivo di ricordi.

Classifico.

[Emozione triste.]

[Emozione violenta.]

[Allegretto, con moderazione.]

[Ricordo *confuso*.]

[Ricordo che non posso toccare.]

E d’immagini.
(più orizzontali, le immagini)

Immagine di madre che prende il tè alla finestra; concetto remoto di figlio.

Qualcuno che danza intrecciandosi con qualcun altro. Ribadisco l’intreccio. Il corpo come una grande mano. Gli arti come dita.

(non mi stupirei se mi crescessero *alberi sulle spalle, un giorno)

Vedo la neve

leirid

L’ho chiamata semplicemente *lei. Che poi non è nemmeno tanto bella, anche se raccoglie cose strane e nude tra i capelli. Mi è piaciuto disegnarla senza rendermi conto di disegnare.
Ho un pò quest’ottima sensazione, questi giorni, che al di là della fatica IMMENSA che sto facendo per realizzare tutto, coordinare ogni cosa, *finire i progetti poggiati oppure sospesi  sui  buoni propositi e soprattutto restare concentrata e presente qualunque cosa accada, mi sento comunque fresca. Che non è una freschezza da lucidità bensì di quella che ha il sapore un pò di salsedine sulla punta della lingua.
Di *novità ecco.