Fumetti nella pietra

Sempre appartenente al filone “ripeschiamo un pò cose dal cassetto delle dimenticanze”, ecco qui un fumettino di appena 3 tavole, progettato  e realizzato nell’ormai lontano 2008 in collaborazione con Alberto Mascitti.
Credo che fosse stato pensato per un concorso che aveva come tema la giovinezza, ed era uscita fuori questa storia di crescita che probabilmente capivamo solo noi.  Quel concorso non l’ha vinto, ma è arrivato invece primo ad un altro concorso internazionale di fumetto, “Il fumetto e la pietra”, nella sua edizione del 2009.  Buona lettura:)

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Grano

 

mia madre ha lavato la mia sedia *piccola,
la sedia piccola e delicata dei miei 5 anni,
dai braccioli e lo schienale e le zampe di legno [un tutt’uno]
e ricordo che mi c’infilavo con la cartella rosa sulle ginocchia e un grembiule bianco
e ricordo che quando già mi stava stretta ho iniziato a farci sedere i miei compagni di giochi
(la bambola che non volevo,
il mio coniglio dalle lunghe orecchie e le zampe morbide,
il koala rigido e serio,
il pappagallo buffo con cui terrorizzavo i fidanzati delle mie sorelle)

l’ha lavata stamattina
e me la sono immaginata in ginocchio con un fazzoletto a raccogliere i capelli,
in ginocchio verso la vasca alta
e dopo un pò nella vasca non c’era più la sedia di legno
ma io che mi agitavo in una strana bacinella azzurra con il sapone sugli occhi,
e lei riversa sempre nello stesso modo,
ma con uno sguardo diverso,
e mi sembra strano guardarmi,
o che sia io, *quella,
per via del grano nei capelli
(color grano che non ho più)
e di quello sguardo *felino e attento
e delle fossette
e dei buchetti sul dorso della mano, uno per ogni dito,
perchè *una delle mie preoccupazioni costanti è capire com’è che esista altra gente, com’è che esistano altre anime che non sono la mia anima,coscienze estranee alla mia coscienza*,
e mi stupisco pensandomi così *diversa

e di come esistano tante altre me

che non sono io.

 

inventore_di_sogni_by_bluoltremare-d3dcgry

Bozzetti per Peter Pan

Con un discreto ritardo – appena quasi due mesi!-, mi rendo conto, carico qui gli sketches originari di Peter Pan tratti dal taccuino, a matita e pantoni scansionati a risoluzione effettivamente non proprio alta; spero l’impegno sia comunque gradito.

bozzetto per la copertina a colori e realizzazione finale

p1Copertina

Per rappresentare la mia scena preferita, quella di Wendy e l’aquilone, avevo inizialmente scelto un’inquadratura totale; poi ho deciso di lasciare solo gli elementi che mi interessavano effettivamente.

p2tieniti forte wendy

Questo schizzo è di un’illustrazione alla fine non scelta nella rosa delle tre, raffigurante il crudele duello tra il Capitano e Peter

p3

La scelta della giusta prospettiva per l’illustrazione di Peter e la sua ombra ha richiesto diversi schizzi. Si tratta di tentativi di valorizzare l’ombra e la sua personalità, anche  leggermente prendendo le distanze dal testo originario. Alla fine ho scelto una prospettiva dall’alto per includere  anche i letti dei bambini e racchiudere nella stessa immagine più informazioni.

p4 ombra

questo da noi detto *inverno

mh

“you are like the snow only
purer fleeter, like the rain
only sweeter frailer you

who certain
flowers resemble but trembling(cowards
which fear
to miss within your least gesture the hurting
skill which lives)and since

nothing lingers
beyond a little instant,
along with rhyme and with laughter
O my lady
(and every brittle marvelous breathing thing)

since you and i are on our way to dust

of your fragility
(but chiefly of your smile,
most suddenly which is
of love and death a marriage)you grieve

courage
so that against myself
the sharp days slobber in vain:

nor am i afraid that
this, which we call autumn, cleverly
dies and over the ripe world wanders with
a near and careful
smile in his mouth(making

everything suddenly old and with his awkward eyes
pushing
sleep and thoroughly
into all beautiful things)

winter, whom Spring shall kill.”

Edward Estlin Cummings
Is 5
1926

Caos a matita

caos_01 caos_02 caos_03 caos_04 caos_05

Disegni da taccuino, di qualche taccuino fa, di quelli fatti distrattamente, o meglio *liberamente, senza pensare a cose particolari, senza esigenza di finire, un pò storti, un pò incompleti, alcuni un pò cupi. Avrei tanto voluto utilizzarli come base per quadri un pò più grandi, non troppo differenti;  ma si sa come vanno, queste cose.
Intanto eccoli qui, su queste scansioni che un pò ne mangiano le linee.