Grano

 

mia madre ha lavato la mia sedia *piccola,
la sedia piccola e delicata dei miei 5 anni,
dai braccioli e lo schienale e le zampe di legno [un tutt’uno]
e ricordo che mi c’infilavo con la cartella rosa sulle ginocchia e un grembiule bianco
e ricordo che quando già mi stava stretta ho iniziato a farci sedere i miei compagni di giochi
(la bambola che non volevo,
il mio coniglio dalle lunghe orecchie e le zampe morbide,
il koala rigido e serio,
il pappagallo buffo con cui terrorizzavo i fidanzati delle mie sorelle)

l’ha lavata stamattina
e me la sono immaginata in ginocchio con un fazzoletto a raccogliere i capelli,
in ginocchio verso la vasca alta
e dopo un pò nella vasca non c’era più la sedia di legno
ma io che mi agitavo in una strana bacinella azzurra con il sapone sugli occhi,
e lei riversa sempre nello stesso modo,
ma con uno sguardo diverso,
e mi sembra strano guardarmi,
o che sia io, *quella,
per via del grano nei capelli
(color grano che non ho più)
e di quello sguardo *felino e attento
e delle fossette
e dei buchetti sul dorso della mano, uno per ogni dito,
perchè *una delle mie preoccupazioni costanti è capire com’è che esista altra gente, com’è che esistano altre anime che non sono la mia anima,coscienze estranee alla mia coscienza*,
e mi stupisco pensandomi così *diversa

e di come esistano tante altre me

che non sono io.

 

inventore_di_sogni_by_bluoltremare-d3dcgry

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