ESPOSIZIONE a Latina!

Insomma, sì. Con un pò d’ansia annuncio la mia prossima esposizione nella città d’origine, Latina. Dopo una decina d’anni dalle prime mostre, si inaugurerà  l’11 Marzo questa piccola esposizione al Caffè degli Artisti . Trattasi di una raccolta di 8 opere, tra illustrazioni e acrilici su tela, sotto il tema “Fuori scala”, scelto dalla sottoscritta. Le opere resteranno esposte per 3 settimane circa.

 

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La preparazione delle opere è stata travagliata, e direi decisamente celere. L’assenza di tempo a disposizione per pensare a tutto si è tradotta nell’esigenza di non avere alcun tipo di ripensamento. Va detto però che riprendere in mano i colori e le chine e le tele si è rivelato molto importante e assai bello. Non ricordavo più questa sensazione, precisa e concreta, che appartiene al mondo reale del fare. C’è, sì, il panico della tecnica tradizionale e dell’inadeguatezza. Ma c’è anche, infine, la consapevolezza di aver creato qualcosa di più di un file. Qualcosa che ti sporca le mani, e inevitabilmente la stanza.

Insomma, c’è della felicità in queste cose. Per cui se riuscite a fare un salto, mi farebbe piacere.

 

Pubblico qui sotto qualche work in progress, e qualche piccola preview. A presto!

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TIMBRINI e segnaposto_creatività natalizia parte 2

Anche questo Natale è stato vissuto,  consumato. Eventi destabilizzanti sono accaduti, dentro e fuori le mura domestiche. Ma anche: incontri piacevoli e attesi da tempo; scambi di doni; messaggi notturni verso persone lontane; giochi con carta e inchostro; invenzioni per far felici i bambini. Sono sinceramente provata. Lo racconta la febbre che mi ha messo fuori combattimento dopo capodanno.  Peccato, altrimenti so che avrei potuto farne mille e più di mille ancora, di cose.
Ma non usciamo fuori tema. Si diceva, creatività natalizia. In perfetta linea con il post precedente, in cui accennavo alla mia disorganizzazione esistenziale, unita però ad una malsana voglia di fare una enorme quantità di attività nella stessa giornata, ecco un altro piccolo lavoretto che ho preparato per la sera della Vigilia.
L’idea: produrre dei segnaposto per gli ospiti. Idea non mia, ma di mia mamma. Tanto è facile no? Certo, come no. Tantissimi dubbi mi attraversavano la mente. Li disegno a mano? Per poi colorarli ad acquerello… me la rischio? Già, cosa vuoi che siano più di venti microdisegni AD ACQUERELLO! Allora fatti al pc e poi stampati? Però poi, a parte l’innegabile freddezza del risultato finale digitale rispetto al sentimento del fattoamano, chi me li stampa sotto Natale?  Insomma, traccheggiavo su queste sole due opzioni, o su microvariazioni di esse, quando lo sguardo mi si è posato sul fino ad allora inutilizzato acquisto di Tiger: materiale per fare i timbrini, più professionalmente detto STAMP SET. Allora ho pensato che sarebbe stato un sistema perfetto per risolvere la questione stampa, e che in più ogni singolo segnaposto avrebbe avuto un tocco un pò unico. Allora mi sono messa all’opera, con l’intenzione di produrre 3 varianti che poi avrei stampato. Come al solito, quando ci si lancia in certe cose con il brivido dell’inesperienza, sono emersi alcuni problemi diciamo *tecnici. Il materiale fornito da Tiger è il seguente: 2 pezzi di simil-linoleum (comodo da lavorare perchè bicolore, per cui il disegno scavato risulta di semplice lettura), una specie di sgorbia  (troppo spessa e inadeguata nel caso il disegno pensato abbia dei dettagli, anche semplici), più 3 stampini pucciainchiostro. Nel mio caso ne avevo solo 2 perchè l’altro era stato probabilmente già sottratto da qualche furbone all’interno del negozio. Ah, il taccheggio natalizio, che meraviglia. Comunque sia: ho dovuto compensare la suddetta sgorbia con il mio fedele taglierino; nonostante ciò, incidere è tutt’altro che semplice e ho rischiato di fare una vera schifezza. Alla fine ha vinto la semplicità. Per cui il primo disegno mi è venuto proprio brutto; gli altri due fortunatamente sono usciti più carini.
In generale sono piuttosto soddisfatta, era la mia prima volta e come segnaposto non erano niente male.

Quoziente di difficoltà: 2 matitine su 5.

All’interno di ogni segnaposto ho poi scritto frasi d’ammore, random, a tema natalizio. Così infine ognuno ha avuto la sua frase casuale stracolma d’amore.

E vissero tutti felici e contenti:)
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Poi, visto che non ci facciamo mancare niente, e soprattutto perchè dopo 3 timbrini ero al top della mia abilità tecnica, ho realizzato con gli stessi manteriali anche un piccolo presente per la Franci. La qualità non sarà altissima, ma è stato fatto con del sentimento, sappiatelo.

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COME QUANDO FUORI PIOVE_creatività natalizia parte 1

Mi devo decidere a scrivere e a pubblicare questo post prima che sia troppo tardi perchè abbia un senso. La premessa alle attività che hanno caratterizzato questo ultimo Natale è che mi piace molto l’idea di regalare cose *fatteamano* per questa occasione. Purtroppo non sempre è possibile. Mi vengono sempre in mente cose *difficili, ambiziose. Di complicata realizzazione. Cosa che non si confà particolarmente ad un’altra tendenza, sempre mia, quella di ridurmi all’ultimo a fare quello che dovrei fare. Sarà per questo che non sono solita fare molti regali per Natale. E’ anche vero che rinuncio tranquillamente se non sono ispirata e se non trovo l’idea giusta.

Questo regalo, infatti, era uno di quelli pensati per il Natale scorso e mai realizzato. Per mancanza di tempo, di energie, eccetera. Ora che l’ho fatto posso dire che è stato davvero una faticaccia. Se dovessi dare un voto  difficoltà alla cosa, come si fa per le ricette nei libri di cucina, direi che è stato difficile 3 matite su cinque. Anzi, 4.

Il progetto era questo. Essendo mia madre e le mie zie delle accanite giocatrici del burraco, ho pensato di disegnare per loro un mazzo di carte personalizzato, per poi stamparlo. Ho personalizzato così le figure (una zia per ogni seme), ma ho anche realizzato tutte le altre carte generiche, quelle senza figure per intenderci, affinchè non ci fossero divergenze grafiche, più due jolly e gli assi, sempre personalizzati. Mancando una quarta giocatrice, il seme delle picche è stato dedicato a me stessa medesima. E anche i jolly, si, sono io. Ma mica l’ho fatto per egocentrismo, nono!

In ciascuna illustrazione ho cercato di catturare gli aspetti peculiari di mamma e zie; quindi alcune regine fanno le parole crociate, oppure curano il giardino; i jack in particolare sono dedicati alle specifiche abilità culinarie di ognuna di loro, tranne il mio, che naturalmente mangia. La fase progettuale, devo dire, è stata quella più divertente. Mi sono sfiziata moltissimo a pensare le carte e a riempirle di dettagli. Però è stato un lavoro davvero grosso e se il Nuti non avesse colorato la maggior parte delle carte non credo proprio sarei riuscita a stampare in tempo.
Comunque sia, averle tra le mani è stata una bella soddisfazione, e sono anche state piuttosto gradite.
Vi lascio con qualche scatto!

Questi sono alcuni disegni non colorati. Il tratto che ho scelto era abbastanza *sporco, un pò per una questione di tempo ma anche perchè preferisco una linea anche se digitale, piuttosto matitosa.

Ecco invece le carte post stampa!

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Che cosa è successo all’animazione 2D?

Impero Disney

Nel corso del loro ultimo podcast, i fratelli Tom e Tony Bancroft, entrambi storici (ex) animatori Disney, hanno discusso insieme al collega Nik Ranieri la scomparsa dell’animazione tradizionale, esplorando le cause, ricordando le loro esperienze in Disney e provando a immaginare un futuro per questa tecnica che sembra ormai destinata a sparire del tutto.

I tre protagonisti del podcast vantano curricula di tutto rispetto all’interno del panorama dell’animazione.
Tom Bancroft, arrivato allo studio Disney durante la produzione di La Bella e la Bestia, è la matita che ha creato uno tra i personaggi più amati di sempre: il drago Mushu nel film Mulan, di cui Tom è anche regista.
Suo fratello Tony ha contribuito a dare vita a numerose spalle comiche Disney, tra cui Iago, Tockins, Kronk e Pumbaa.
Nik Ranieri, infine, è tra i tre speaker quello che è rimasto più a lungo alla Disney. Difatti, l’artista si è visto costretto a…

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Christmas tree!

Diciamocelo: il Natale mi è sempre piaciuto, più di ogni altra festività. L’ho sempre atteso con dolcezza, e mi piace la sua monotonia. In qualche modo vorrei si ripetesse sempre in modo uguale, perchè le differenze che lo riguardano in qualche modo mi insospettiscono e feriscono… mi fanno sentire più grande. Soprattutto, il Natale mi fa riflettere, molto più del giorno di capodanno. Si attiva quasi automaticamente un’esigenza di fare bilanci, capire quali aspettative sono state deluse, e cosa è effettivamente cambiato, fuori e dentro di me. Mi piace fare i regali ma posso decidere di non farli, se non trovo nulla di adatto. E se fosse possibile, donerei solo cose di scarsa utilità e rigorosamente fatte a mano. Se ne avessi il tempo. Se.

Come ogni anno qui in casa Bronzino c’è stata la festa di Natale in largo anticipo, per raccogliere tutti quanti prima delle partenze verso le città d’origine. L’anno scorso avevamo fatto un piccolo laboratorio d’argilla, che a chiamarlo così sembra na cosa troppo seria, in realtà abbiamo fatto dei lavoretti un pò strani che dovevamo fungere da presepe. In verità ero piuttosto soddisfatta. Invece quest’anno niente, i lavoretti con la carta non hanno riscosso molto successo ma fortunatamente noi coinquilini avevamo già dato sfogo alla nostra repressione artistica lavorando all’epica impresa dell’ALBERO DI NATALE. E’ stata una cosa un pò ambiziosa, vissuta in giornate differenti. Dapprima, c’è stato il momento della

RACCOLTA DEI RAMI

Io e Lucio abbiamo girato come squali nei giardini della Limonaia alla ricerca di rami caduti, drammatici, privi di fogliame. Ne abbiamo trovati un sacco. Che ci indicavano direzioni inaspettate, che non si spezzavano, che erano troppo complessi ed egocentrici. Infine ne abbiamo scelti 3.

INVASAMENTO DEI RAMI

Tania e io, armate di coltello da cucina per il pane, che tra l’altro credo non possa tagliare più nient’altro che il burro, abbiamo accorciato uno dei rami, troppo lungo, seghettando malamente e a lungo sul terrazzo di casa. Poi abbiamo preso un vaso vuoto, e ci abbiamo collocato dentro i rami legati con un elastico alla base, riempiendolo poi di terra.  Tutta l’operazione, degna di un taglialegna dei boschi, ci ha completamente sfinite, tant’è che eravamo a maniche corte all’aperto nonostante l’aria fredda.

Quello che avevamo a questo punto era più o meno questo:

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Da lì in poi mi sono armata di fili di lana colorati, nello specifico di gomitoli uno blu e uno fucsia, acquistati da Tiger, e ho cominciato ad avviluppare i rami. Poi ho appeso random delle palline disco ed alcune dorate. Nel frattempo, la terra del vaso era già stata approcciata da un curioso scoiattolo cavallo, e da una conchiglia bulgara.

Poi Lucio ha eroicamente sistemato le luci, avendo la brillante intuizione di farle passare anche sopra l’archetto. Infine, presi tutti da un attacco d’arte, diciamo così, ci siamo messi a fare le palline di cartoncino da attaccare all’albero. Non volava una mosca. Monopolizzati dalla parte destra del cervello, come si suol dire. Forse nel complesso l’albero ha un aspetto un pò decadente e i gatti lo guardano con sospetto, ma casa Bronzino ne è piuttosto orgogliosa. Dentro di noi, sappiamo bene che non verrà disfatto fino al prossimo anno, esattamente come quello che l’ha preceduto.

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Purtroppo non vi è documentazione fotografica della pesca natalizia della serata con tutti gli altri ospiti (quest’anno sono usciti fuori dei regali strepitosi, delle perle proprio), nè dell’impressionante quantità di cibo e di vin brulè consumati. Tutti questi dettagli, li portiamo nel cuòre e li abbiamo fotografati con gli occhi.
Buon albero a tutti!

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“Sissy’s dream” -short film 2015

Here we are!
Ecco finalmente il cortometraggio al quale ho collaborato, in qualità di storyboarder, character designer, e animatrice 2D.

La regia è di Fabrizio Gammardella, curatore del soggetto e anche co-produttore, con Valentino Ruggiero, del cortometraggio.
E’ un corto cortissimo ma con un’idea precisa e intensa.

Qualcuno forse ricorderà, in qualche post passato, una gif animata e alcune vignette di storyboard e studio dei personaggi.
Le ripropongo qui con piacere:)

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Tutti i credits sono nel link al video! Spero vi piaccia!

A presto!

Lucca 2015, piccolo resoconto

Dunque, non l’avevo ancora fatto per cui eccomi qua. Accennavo al fatto che sarei andata in quel di Lucca 2 giorni su 4, ed ho mantenuto la promessa.
Il primo giorno mi ha,come dire, macinato…ne sono uscita sgranocchiata ma -udite udite- contenta. Questo perchè a differenza dello scorso anno non ci sono state file di coda fino alle quattro del pomeriggio ed era possibile appropinquarsi agli stand, persino interagire con le persone. Non che io abbia molto, da interagire, ma ho scambiato qualche chiacchiera, conosciuto gente e ovviamente comprato qualcosina. E’ pur vero che sono andata il giovedì e il venerdì, per cui i miei “oh, come si camminava bene”, e “oh, finalmente ho visto dei fumetti a Lucca”, potrebbero non essere condivisi dai visitatori che si sono puppati gli ultimi due giorni di fiera. Non so, non ho sentito pareri particolarmente negativi quest’anno, e tutti quelli che ci sono andati sono -più o meno- tornati a casa.
Quindi esprimo soddisfazione e contentezza per l’esperienza.
Dicevo, il primo giorno ne sono uscita triturata perchè ho voluto vedere tutto. Mostre, stand, self area, TUTTO. Mi sono fermata solo per una piccola pausa di pranzo al sacco costituito da schiacciata e mortadella. Le mostre erano molto piacevoli, una bella sorpresa. Tuono Pettinato ha decisamente vinto, per il modo in cui ha gestito la sua esposizione, ma anche Pavel Tatarnikau è stato una grandiosa scoperta.
Come avevo già scritto nel post precedente, nel mio piccolo ero presente in self area. Alcune mie illustrazioni, compresa una tavola a fumetto, erano incluse nell’artbook del LevelUP allo stand Tenaga comics. Ho conosciuto così di persona alcuni tra gli altri partecipanti al book,la maggior parte di loro per la prima volta, è stata una cosa tenera e divertente. Allo stand c’erano anche i progetti personali di Jessica Marino (con il n.1 di Antithesis ), “Wild Fangs” e “Hunters J” di Tenaga (trovate tutti i riferimenti nel sito sopracitato) , Homosaurus di Flaminia Spinelli, e Diana Mercolini con il suo sketchbook. Son persone che si danno da fare, per cui stay tuned!
L’anno scorso c’erano anche le ragazze di Hadez , quest’anno pubblicate sotto l’editore Dentiblù. Benbrave!
Ecco invece qualche fotina dello stand e del book con le mie cosine dentro (non sono foto bellissime ma volevo metterle lo stesso). 20151030_143208

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La doppia pagina con tutti gli autori interna all’artbook è una meraviglia!!!
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Tra parentesi l’artbook è andato esaurito velocissimamente! Si può però acquistare dal sito, per chi fosse interessato!

Ho inoltre prodotto qualche disegnino da inserire nelle prevendite dell’artbook…
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…ah si! e poi ho comprato degli orecchini bellissimi!!!
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Alla prossima!!!

LUCCA COMICS 2015!!

Proprio ad ultimo mi ritrovo a scrivere qualcosa su quest’argomento. Ebbene, alcune tra le persone che conosco potrebbero obiettare che l’anno scorso, toccata -o sarebbe meglio dire, *scioccata- dall’esperienza Lucca Comics, avevo pronunciato le POEtiche parole “mai più”.
Ebbene, giusto perchè mi piace smentirmi, e soprattutto perchè quest’anno ho delle ottime ragioni che mi hanno fatto cambiare idea, sarò presente a Lucca nei giorni giovedì 29 e venerdi 30 Ottobre. Ho infatti partecipato ad un bel progetto di artbook per il LevelUP Project, per cui all’interno di una pubblicazione in vendita allo stand Tenaga Comics della SELF AREA sarò presente anche io. Il tema dell’artbook di quest’anno è il *circo*. Sono davvero contenta e fiera di far parte di questo progetto, organizzato con passione e professionalità.

Tutte le informazioni sull’artbook sono qui http://www.tenagacomics.com/levelupproject/the-art-of-circus/ . Sul sito è anche possibile acquistare l’artbook nel caso in cui non riusciste a passare per la fiera.

A seguire, mappe per raggiungere lo stand, copertina dell’artbook, mio avatar realizzato per l’occasione, e presentazione di me stessa medesima. Ci vediamo a Lucca!!!

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About Varna

E’ da qualche settimana che sono rientrata dalla mia esperienza al Varna Film Festival, ma non ho ancora scritto nulla. Va detto anzitutto che è stata un’esperienza rigenerante: avevo sinceramente bisogno di un distacco dalle mie attività, probabilmente per cominciare a vederle in modo meno oppressivo, diciamo “oggettivo”. Ed effettivamente così è stato. Sorprendente la location: Varna è una bellissima città sul mare, con un litorale verde e variegato. Spiaggia ampia e granulosa. Gabbiani everywhere. Porto con velieri (!), e pescatori sul molo come in tutte le città del mondo. Inaspettatamente ho fatto lì, sul mar Nero, l’ultimo bagno della stagione, indossando un costume trash con una texture fatta di ghepardi comprato assieme a Milena -compagna d’avventure- il giorno prima.
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Riguardo il festival. La selezione dei cortometraggi in concorso era molto buona, mi è piaciuta anche l’idea di proiettare assieme i film degli studenti con quelli degli autori (sebbene poi questi fossero distinti al momento della premiazione), a dimostrazione che spesso la differenza tra le due categorie non è percepibile e che molti corti degli studenti hanno un livello decisamente professionale.
Ho rivisto alcuni corti che già conoscevo, tra cui i pluripremiati “The Bigger Picture” e “We can’t live without cosmos“, entrambi vincitori anche qui, uno tra le special mentions e l’altro come Best short film. Invece, tra quelli che non avevo mai visto, segnalo “100% mood”, “Isle of Seals” e “World of Tomorrow” del buon Don Herzfeldt. Tra i corti degli studenti segnalo anche il vincitore della categoria “Mythopolis“.

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Come sempre io e Milena abbiamo avuto qualche difficoltà a comunicare di fronte al pubblico, ma poteva andare peggio. Fortunatamente le occasioni di disagio non sono state moltissime.

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Preziose e interessanti sono state invece le interazioni con altri autori e animatori, che sono sempre fonte di stimolo e ispirazione. Ovviamente non sono mancate occasioni di svago, perdizione e cazzeggio.

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Credo che alcune situazioni aiutino a guardare le cose oggettivamente, perchè spesso quando si è troppo immersi in qualcosa si ha la sensazione d’annaspare. Si perdono di vista gli obiettivi ma soprattutto la passione, sì, e la bellezza. Ci si dimentica del fatto che bisogna amare quel che si fa, e metterci dentro felicità. Che le persone poi lo notano. Ecco, è bello quando si riesce a riacciuffare le motivazioni interne, quelle profonde, che ti spingono a fare le ore piccole, migliorarti, essere sempre coi pensieri altrove. Riacciuffare quelle sensazioni è una cosa che fa stare bene, come un balsamo che in qualche modo rimette i capelli e le idee scompigliate al proprio posto, le comprende ed accarezza.

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p.s. per alcune foto presenti nel post ringrazio Milena Tipaldo, fedele compagna di viaggio, e Mikhail Aldashin.