TIMBRINI e segnaposto_creatività natalizia parte 2

Anche questo Natale è stato vissuto,  consumato. Eventi destabilizzanti sono accaduti, dentro e fuori le mura domestiche. Ma anche: incontri piacevoli e attesi da tempo; scambi di doni; messaggi notturni verso persone lontane; giochi con carta e inchostro; invenzioni per far felici i bambini. Sono sinceramente provata. Lo racconta la febbre che mi ha messo fuori combattimento dopo capodanno.  Peccato, altrimenti so che avrei potuto farne mille e più di mille ancora, di cose.
Ma non usciamo fuori tema. Si diceva, creatività natalizia. In perfetta linea con il post precedente, in cui accennavo alla mia disorganizzazione esistenziale, unita però ad una malsana voglia di fare una enorme quantità di attività nella stessa giornata, ecco un altro piccolo lavoretto che ho preparato per la sera della Vigilia.
L’idea: produrre dei segnaposto per gli ospiti. Idea non mia, ma di mia mamma. Tanto è facile no? Certo, come no. Tantissimi dubbi mi attraversavano la mente. Li disegno a mano? Per poi colorarli ad acquerello… me la rischio? Già, cosa vuoi che siano più di venti microdisegni AD ACQUERELLO! Allora fatti al pc e poi stampati? Però poi, a parte l’innegabile freddezza del risultato finale digitale rispetto al sentimento del fattoamano, chi me li stampa sotto Natale?  Insomma, traccheggiavo su queste sole due opzioni, o su microvariazioni di esse, quando lo sguardo mi si è posato sul fino ad allora inutilizzato acquisto di Tiger: materiale per fare i timbrini, più professionalmente detto STAMP SET. Allora ho pensato che sarebbe stato un sistema perfetto per risolvere la questione stampa, e che in più ogni singolo segnaposto avrebbe avuto un tocco un pò unico. Allora mi sono messa all’opera, con l’intenzione di produrre 3 varianti che poi avrei stampato. Come al solito, quando ci si lancia in certe cose con il brivido dell’inesperienza, sono emersi alcuni problemi diciamo *tecnici. Il materiale fornito da Tiger è il seguente: 2 pezzi di simil-linoleum (comodo da lavorare perchè bicolore, per cui il disegno scavato risulta di semplice lettura), una specie di sgorbia  (troppo spessa e inadeguata nel caso il disegno pensato abbia dei dettagli, anche semplici), più 3 stampini pucciainchiostro. Nel mio caso ne avevo solo 2 perchè l’altro era stato probabilmente già sottratto da qualche furbone all’interno del negozio. Ah, il taccheggio natalizio, che meraviglia. Comunque sia: ho dovuto compensare la suddetta sgorbia con il mio fedele taglierino; nonostante ciò, incidere è tutt’altro che semplice e ho rischiato di fare una vera schifezza. Alla fine ha vinto la semplicità. Per cui il primo disegno mi è venuto proprio brutto; gli altri due fortunatamente sono usciti più carini.
In generale sono piuttosto soddisfatta, era la mia prima volta e come segnaposto non erano niente male.

Quoziente di difficoltà: 2 matitine su 5.

All’interno di ogni segnaposto ho poi scritto frasi d’ammore, random, a tema natalizio. Così infine ognuno ha avuto la sua frase casuale stracolma d’amore.

E vissero tutti felici e contenti:)
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Poi, visto che non ci facciamo mancare niente, e soprattutto perchè dopo 3 timbrini ero al top della mia abilità tecnica, ho realizzato con gli stessi manteriali anche un piccolo presente per la Franci. La qualità non sarà altissima, ma è stato fatto con del sentimento, sappiatelo.

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COME QUANDO FUORI PIOVE_creatività natalizia parte 1

Mi devo decidere a scrivere e a pubblicare questo post prima che sia troppo tardi perchè abbia un senso. La premessa alle attività che hanno caratterizzato questo ultimo Natale è che mi piace molto l’idea di regalare cose *fatteamano* per questa occasione. Purtroppo non sempre è possibile. Mi vengono sempre in mente cose *difficili, ambiziose. Di complicata realizzazione. Cosa che non si confà particolarmente ad un’altra tendenza, sempre mia, quella di ridurmi all’ultimo a fare quello che dovrei fare. Sarà per questo che non sono solita fare molti regali per Natale. E’ anche vero che rinuncio tranquillamente se non sono ispirata e se non trovo l’idea giusta.

Questo regalo, infatti, era uno di quelli pensati per il Natale scorso e mai realizzato. Per mancanza di tempo, di energie, eccetera. Ora che l’ho fatto posso dire che è stato davvero una faticaccia. Se dovessi dare un voto  difficoltà alla cosa, come si fa per le ricette nei libri di cucina, direi che è stato difficile 3 matite su cinque. Anzi, 4.

Il progetto era questo. Essendo mia madre e le mie zie delle accanite giocatrici del burraco, ho pensato di disegnare per loro un mazzo di carte personalizzato, per poi stamparlo. Ho personalizzato così le figure (una zia per ogni seme), ma ho anche realizzato tutte le altre carte generiche, quelle senza figure per intenderci, affinchè non ci fossero divergenze grafiche, più due jolly e gli assi, sempre personalizzati. Mancando una quarta giocatrice, il seme delle picche è stato dedicato a me stessa medesima. E anche i jolly, si, sono io. Ma mica l’ho fatto per egocentrismo, nono!

In ciascuna illustrazione ho cercato di catturare gli aspetti peculiari di mamma e zie; quindi alcune regine fanno le parole crociate, oppure curano il giardino; i jack in particolare sono dedicati alle specifiche abilità culinarie di ognuna di loro, tranne il mio, che naturalmente mangia. La fase progettuale, devo dire, è stata quella più divertente. Mi sono sfiziata moltissimo a pensare le carte e a riempirle di dettagli. Però è stato un lavoro davvero grosso e se il Nuti non avesse colorato la maggior parte delle carte non credo proprio sarei riuscita a stampare in tempo.
Comunque sia, averle tra le mani è stata una bella soddisfazione, e sono anche state piuttosto gradite.
Vi lascio con qualche scatto!

Questi sono alcuni disegni non colorati. Il tratto che ho scelto era abbastanza *sporco, un pò per una questione di tempo ma anche perchè preferisco una linea anche se digitale, piuttosto matitosa.

Ecco invece le carte post stampa!

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